Weekend con l'educatrice

Da: Albe100
Oggi 1,990 01:41
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Con lei, tutto era iniziato già l’anno scorso, tra battutine, inviti e provocazioni. «Che fai, esci con noi? Andiamo al XXX? O sei un vecchiaccio?» Oppure: «Ma tu ci vieni al locale X?». Sembravano domande buttate lì, ma tornavano abbastanza spesso da farmi pensare che volesse coinvolgermi.

Io, però, avevo sempre rimandato. Lei era più piccola di me e, per quanto fosse bella e tenera, non rientrava proprio nei miei canoni ideali. In più, sembrava impegnata e la situazione mi pareva potenzialmente rischiosa. Meglio non approfondire, mi dicevo.

Eppure, durante diversi aperitivi, avevo iniziato a notare certi atteggiamenti: sguardi, battute e un modo di farsi notare che non mi lasciava del tutto indifferente. Poi era arrivata la richiesta di un passaggio in macchina insieme alla collega che avevamo appena accompagnato . Lei si era seduta davanti, con quella gonna decisamente audace che non passava inosservata. A inizio serata avevo notato che indossava un perizoma, ma adesso qualcosa non mi tornava. Tra i suoi movimenti e certe allusioni, avevo iniziato a chiedermi che fine avesse fatto. Possibile che non lo indossasse più? L'idea mi sembrava incredibile e continuavo a domandarmi se avessi capito bene. Lei sembrava voler alimentare il dubbio, mentre io cercavo di capire se fosse davvero così o se stessi interpretando male i suoi segnali.

Ma veramente senza?

Lei sembrava volesse farmelo capire. Io, incredulo, avevo scherzato: «Ci vedo bene?». E alla sua conferma avevo risposto con un semplice «Ah, ok», cercando di mascherare lo stupore.
Dopo l’aperitivo, mi propose di salire a casa sua. In teoria, saremmo dovuti uscire di nuovo più tardi, per andare a mangiare una pizza con i colleghi. C’ero già stato l’anno precedente, insieme agli altri, per una serata tra amici. Allora era tutto normale; stavolta, invece, il contesto era diverso. C’erano le battutine accumulate, gli episodi precedenti e quella curiosità che, nonostante le mie resistenze, non si era mai spenta.

Lei, antipatica come sempre e senza preoccuparsi minimamente di nasconderlo, sembrava divertirsi a stuzzicarmi. Appena arrivati, era già in tiro: curata, elegante e perfettamente consapevole della propria presenza.

Io cercavo di parlare d’altro, come se niente fosse. «Ma quindi, per stasera, viene anche YYY?».

Lei mi guardò e rispose, con aria sicura: «Pensa adesso…».

Ci eravamo già fatti un paio di aperitivi. Io avevo bevuto pochissimo, dovendo guidare, mentre lei aveva scelto i Negroni ed era decisamente su di giri. L’atmosfera si faceva sempre più particolare e lei sembrava avere le idee molto più chiare delle mie.

Poi si mise sul divano e, inclinando il corpo con una certa naturalezza, mi lasciò intravedere qualcosa che mi colse di sorpresa. Rimasi colpito, anche perché ripensai a tutti i segnali precedenti e a quanto avessi cercato, fino a quel momento, di non dare loro troppo peso.

Avevo rimandato a lungo, convinto che non fosse il mio tipo e che fosse meglio evitare complicazioni. Eppure, adesso ero lì, a cercare di capire cosa ci fosse davvero dietro quelle provocazioni. Io giocavo con lo smartphone, sviavo, poi capi...

A quel punto fu lei a prendere l’iniziativa. Mi guardò con sicurezza e disse: «Ci penso io…».

E, improvvisamente, non sembrava più esserci molto spazio per le mie solite esitazioni. E si parte...

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Commenti (1)

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LaVale01 Avatar
LaVale01 60 minuti fa

Come se la gode 😁 Cerca anche di spostarsi per evitare 🌊, forse avrebbe squirtato subito...metti altra parte. P.s ti avrà stuzzicato bene

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